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Condensa e muffa in casa…..ecco come prevenire o curare!

Il fenomeno condensa

La condensa si forma quando l’aria umida e calda presente nell’ambiente viene a contatto con una superficie fredda.

L’aria calda assorbe molta più acqua di quella fredda e, quando si raffredda (per es. sulla superficie del vetro di una finestra), raggiunge la saturazione ed il vapore si trasforma in acqua depositandosi sulla superficie stessa.

La condensa, proprio per questa ragione, si osserva ed è più evidente su materiali molto compatti, cioè non porosi, come superfici metalliche, vetri, specchi, ceramiche ecc..

Tutto questo si può osservare quando si fa il bagno o la doccia: la quantità di vapore che si produce forma condensa che appare e resta visibile sui vetri dei serramenti, sulle ceramiche, ecc., ma non sulle pareti intonacate.

In una casa abitata viene prodotta una grande quantità di vapore acqueo;  attività come bagno, doccia, uso di lavastoviglie, lavatrice o la semplice respirazione portano a produrre fino a 10 litri al giorno di vapore!

Un’umidità dell’aria eccessiva (superiore al 65%) provoca molti disagi soprattutto in inverno quando il vapore acqueo condensa a contatto con le pareti fredde del perimetro esterno passando dallo stato di vapore a quello liquido.

Si assiste così al gocciolamento dei vetri e all’insorgenza delle muffe negli angoli delle pareti più fredde con un danno sia estetico che igienico.

Inoltre se l’umidità è eccessiva può essere assorbita anche dal legno dei mobili e delle finestre causando dei problemi di variazione dimensionale e/o distacco della vernice.

Questi fenomeni, spesso risolvibili con una corretta areazione, sono particolarmente evidenti se le pareti esterne non sono ben isolate o se la casa non è bene riscaldata.

Da queste considerazioni si intuisce l’importanza di una corretta areazione.

E’ fondamentale imparare come arieggiare correttamente soprattutto dopo la sostituzione dei serramenti.

I serramenti di vecchia concezione infatti, sprovvisti di guarnizioni e con una precisione costruttiva e di posa piuttosto approssimativa, consentivano attraverso gli spifferi un sufficiente ricambio si aria anche a finestre chiuse causando però grandi sprechi energetici e disagio abitativo.

I nuovi serramenti creano invece ambienti assolutamente isolati rispetto all’esterno e quindi  una buona qualità dell’aria si può avere solo con una corretta apertura delle finestre.

Quali rimedi adottare?

 

1) Comprare un igrometro digitale

Costa pochi euro, e consente di monitorare l’umidità interna in casa.

Che livello di umidità ci deve essere in casa? T

ra il 40% e il 60% di umidità relativa.

Di meno non va bene perché crea difficoltà a respirare, di più aumenta la formazione di condense e muffe.

 

2) Ridurre l’umidità interna degli ambienti

Il modo migliore è spalancare le finestre in corrente d’aria per 2-4 minuti in questo modo si avrà un completo ricambio d’aria con il minimo spreco energetico.

Infatti le pareti, i mobili e il pavimento conserveranno il loro calore e appena la finestra sarà chiusa si ristabilirà in fretta la temperatura iniziale.

In particolare nei locali nei quali si produce maggiore quantità di vapore (cucina e bagno)  questo va fatto 3/4 volte al giorno e in particolare al risveglio, dopo aver fatto la doccia e dopo aver cucinato.

Va inoltre evitata la stesura della biancheria umida in casa.

In alternativa, si può installare un sistema di ventilazione, si ottiene così una fornitura continua di aria fresca esterna, e si espelle l’aria umida e viziata.

All’estero è una soluzione ormai standard nelle nuove case: un prodotto interessante semplice da installare soprattutto in caso di ristrutturazioni è una VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) delocalizzata, cioè che non ha bisogno di canalizzazioni, ma necessita solamente di un foro nel muro.

 

3) Privilegiare l’utilizzo di materiali naturali e igroscopici.

Il legno, il sughero, le fibre vegetali, l’argilla sono materiali traspiranti, che permettono la migrazione dell’umidità, e sono igroscopici, cioè assorbono umidità in eccesso dall’ambiente, regolando quindi in maniera automatica il corretto grado di umidità interno.

4) Regolare correttamente l’impianto di riscaldamento

I muri “freddi” (13-16 °C) sono il terreno di coltura ideale delle muffe, bisogna quindi fare in modo che non si raffreddino.

Bisogna dunque abbandonare l’impostazione “on-off” della caldaia: 16°C quando non c’è nessuno in casa, 22°C quando si torna dal lavoro.

In questo modo la caldaia lavora male, i muri si raffreddano, c’è scarso comfort (si hanno magari 22°C ma si ha freddo lo stesso). 

Il modo migliore è mantenere una temperatura costante (sui 20°C), concentrandosi sulla regolazione della temperatura di mandata dell’impianto, che deve essere la più bassa possibile (la caldaia lavora meglio, rende di più).

Risultato: si risparmia sulla bolletta, e i muri restano caldi.

Sono Valentina Sartori, titolare di Rivas 1984, ideatrice di FinestreinPosa e la voce di questo blog.

Sono cresciuta nel mondo delle finestre e porte fin da piccolina e sono un’appassionata di design e arredamento.

Insieme alla mia famiglia gestisco la nostra azienda Rivas che da 34 anni si occupa di porte e finestre e si rivolge al cliente privato.